Ricognizione Browser: Browser Information Discovery (T1217)

La tecnica T1217 - Browser Information Discovery rientra nella tattica TA0007 (Discovery) del framework MITRE ATT&CK e descrive l'enumerazione, da parte di un attaccante già presente sull'host, dei dati custoditi dai browser web. Segnalibri, cronologia di navigazione, cookie di sessione, credenziali salvate ed estensioni installate rappresentano una miniera informativa che consente di profilare l'utente compromesso e, soprattutto, di identificare risorse interne all'organizzazione.

Dal punto di vista della kill chain, questa attività si colloca dopo l'Initial Access e tipicamente precede movimenti laterali o azioni sugli obiettivi. Un segnalibro verso un portale intranet, una console amministrativa Citrix o un dashboard SaaS aziendale offre all'attaccante una mappa della superficie applicativa che risparmierebbe giorni di scansioni rumorose. La cronologia, inoltre, rivela abitudini di autenticazione e circuiti bancari, dati utili sia per operazioni di credential harvesting sia per attacchi mirati alla supply chain finanziaria.

I dati MITRE censiscono 6 gruppi APT, 17 famiglie di software e 3 campagne che sfruttano questa tecnica, con una copertura trasversale di piattaforme Windows, Linux e macOS. La localizzazione tipica degli artefatti — ad esempio %APPDATA%/Google/Chrome/User Data su Windows o ~/Library/Application Support/Google/Chrome su macOS — è ampiamente documentata e usata come target diretto da malware infostealer. Non risultano mitigazioni MITRE formalizzate, il che sposta la difesa sul piano della detection comportamentale e della segmentazione dei privilegi.

In un ingaggio red team la ricognizione dei browser è una delle prime azioni post-exploitation perché rumorosa quanto una lettura di file, ma estremamente redditizia. Su Windows, l'operatore parte cercando i profili utente in %LOCALAPPDATA%\Google\Chrome\User Data\Default e %APPDATA%\Mozilla\Firefox\Profiles, dove risiedono i database SQLite History, Bookmarks, Login Data e Cookies.

Un approccio classico consiste nel copiare i file offline per evitare i lock del processo browser attivo. Con PowerShell si può eseguire:

Copy-Item "$env:LOCALAPPDATA\Google\Chrome\User Data\Default\History" -Destination C:\Windows\Temp\hist.db

e successivamente estrarre le URL con un client SQLite portatile. Gruppi come Chimera hanno adottato varianti minimaliste sfruttando type su condivisioni SMB per leggere i segnalibri esportati:

*type \<hostname>\c$\Users\<username>\Favorites\Links\Bookmarks bar\Imported From IE\citrix*

Un pattern ricorrente perché intercetta collegamenti a portali VDI Citrix, spesso porta d'ingresso verso ambienti segmentati.

Lato tooling da laboratorio, Empire (open source, progetto BC-Security) integra moduli PowerShell per raccogliere segnalibri e cronologia in un'unica chiamata. Per operazioni più mirate ai secret salvati, SharpChrome e SharpDPAPI (open source, di GhostPack) decifrano Login Data e Cookies sfruttando le API DPAPI dell'utente compromesso. Su sistemi moderni con Chromium v80+ la decifratura richiede la master key protetta in Local State, file che malware come Mafalda raccolgono esplicitamente.

Su Linux i profili si trovano in ~/.config/google-chrome/Default/ e ~/.mozilla/firefox/*.default/. Un semplice:

sqlite3 ~/.config/google-chrome/Default/History "SELECT url, title, visit_count FROM urls ORDER BY visit_count DESC LIMIT 50;"

restituisce i domini più visitati, utili a mappare intranet e strumenti DevOps interni.

Su macOS, oltre a Chrome, va enumerato Safari in ~/Library/Safari/History.db e ~/Library/Safari/Bookmarks.plist, leggibile con plutil -convert xml1. Malware come Cuckoo Stealer e Calisto automatizzano questa raccolta.

Per simulare la fase di esfiltrazione in ambiente controllato è opportuno usare Sliver (open source, di BishopFox) o Mythic (open source, di SpecterOps), che offrono agent multi-piattaforma con moduli di file collection già pronti. L'attività va sempre svolta in laboratorio con dati sintetici: raccogliere cookie di produzione anche in un red team autorizzato apre questioni legali significative sul trattamento dei dati personali.

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