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Modifica Policy di Dominio: Domain or Tenant Policy Modification (T1484)
La tecnica T1484 — Domain or Tenant Policy Modification descrive l'abuso delle impostazioni di configurazione di un dominio Active Directory o di un tenant di identità cloud per evadere le difese ed elevare privilegi in ambienti gestiti centralmente. Il framework MITRE ATT&CK la colloca su due tattiche complementari: TA0004 (Privilege Escalation) e TA0005 (Defense Evasion), riflettendo la duplice natura di questa manipolazione.
Le superfici di attacco sono ampie. Un attaccante con privilegi sufficienti può alterare Group Policy Objects (GPO) per distribuire task pianificati malevoli su migliaia di endpoint, modificare relazioni di trust tra domini per forgiare token accettati da risorse vittima, registrare un Rogue Domain Controller, oppure aggiungere provider di identità federati controllati dall'attaccante a un tenant Microsoft Entra ID per autenticarsi come qualsiasi utente.
L'impatto è sistemico. A differenza di tecniche che colpiscono singoli host, la modifica di policy di dominio agisce come un moltiplicatore: una singola configurazione applicata a un'unità organizzativa può compromettere l'intera infrastruttura in minuti. Gli avversari spesso applicano una modifica temporanea, eseguono l'azione malevola e riportano la configurazione allo stato originale per cancellare gli indicatori.
MITRE fornisce 3 mitigazioni chiave (M1018, M1026, M1047) e la detection DET0270 con due analytic dedicate: una per l'ambiente Windows/AD e una per gli Identity Provider cloud. La comprensione di questa tecnica è cruciale perché rappresenta uno dei percorsi più diretti verso il controllo totale del dominio.
Sul fronte offensivo, la simulazione di T1484 richiede un laboratorio Active Directory isolato con almeno un Domain Controller, workstation membro e utenti privilegiati. L'obiettivo è dimostrare come una compromissione parziale possa scalare a controllo totale del dominio attraverso la manipolazione delle policy.
Il primo passo tipico è la ricognizione dei diritti sui GPO. BloodHound (open source) rimane lo strumento di riferimento: dopo la raccolta con SharpHound, la query Cypher MATCH p=(u:User)-[r:GenericAll|GenericWrite|WriteDacl|WriteOwner]->(g:GPO) RETURN p evidenzia utenti con permessi di scrittura su GPO. Un altro percorso interessante è cercare account che possono modificare oggetti trust o l'attributo msDS-AllowedToActOnBehalfOfOtherIdentity.
Per l'abuso vero e proprio dei GPO, SharpGPOAbuse (open source) è la scelta standard. Permette di aggiungere task pianificati, script di startup o diritti utente a un GPO esistente su cui abbiamo permessi di scrittura. La sintassi tipica è SharpGPOAbuse.exe --AddComputerTask --TaskName "Update" --Author NT AUTHORITY\SYSTEM --Command "cmd.exe" --Arguments "/c calc.exe" --GPOName "Default Domain Policy". Il payload viene distribuito a tutti gli host su cui il GPO è collegato al successivo gpupdate.
Per scenari di manipolazione dei trust, Mimikatz (open source) con il modulo lsadump::trust /patch permette di estrarre le chiavi di trust interdominio, utili per forgiare Golden Ticket inter-realm con kerberos::golden. La creazione di un trust malevolo verso un dominio controllato dall'attaccante consente poi di autenticarsi con SID history arbitrario.
In ambiente cloud, la simulazione su tenant Microsoft Entra ID richiede il modulo MSOnline o Microsoft.Graph (open source). Con privilegi di Global Administrator o Hybrid Identity Administrator, il cmdlet Set-MsolDomainAuthentication converte un dominio da Managed a Federated, puntando a un IdP controllato dall'attaccante. Questa è la base della tecnica nota come AADInternals attack documentata da Dr. Nestori Syynimaa.
Il toolkit AADInternals (open source) automatizza gran parte di questi scenari nel cloud Microsoft, includendo comandi come ConvertTo-AADIntBackdoor per creare un dominio federato malevolo. Per esercitazioni red team, è essenziale documentare ogni modifica e ripristinare lo stato originale al termine del test, considerando che le modifiche ai trust vengono replicate globalmente e possono impattare produzione.
Per scenari post-exploitation su ambienti misti, il framework Impacket (open source) con lo script dacledit.py consente la modifica granulare delle ACL su oggetti AD via LDAP.
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