Enumerazione Macchine Virtuali: Virtual Machine Discovery (T1673)

La tecnica T1673 - Virtual Machine Discovery rientra nella tattica TA0007 (Discovery) del framework MITRE ATT&CK e descrive il comportamento con cui un attaccante, dopo aver ottenuto accesso a un host o direttamente a un hypervisor, enumera le macchine virtuali in esecuzione per orientarsi nell'ambiente compromesso.

L'obiettivo è costruire una mappa dell'infrastruttura virtualizzata prima di procedere con azioni a maggiore impatto. Su hypervisor VMware ESXi, ad esempio, comandi come esxcli vm process list o vim-cmd vmsvc/getallvms restituiscono l'elenco dei guest attivi. In alternativa, l'attaccante può interagire con interfacce grafiche come vCenter per ottenere la stessa visibilità.

Questa fase di ricognizione è spesso propedeutica a operazioni distruttive: le VM identificate diventano bersagli per Service Stop (T1489) o per Data Encrypted for Impact (T1486), un pattern osservato nelle campagne ransomware che colpiscono infrastrutture virtualizzate. Colpire l'hypervisor invece dei singoli guest permette di cifrare decine di sistemi con un unico punto di accesso, moltiplicando l'impatto operativo.

Attualmente MITRE documenta 1 gruppo APT (UNC3886) e 3 famiglie malware (Cheerscrypt, VIRTUALPITA, Qilin) che sfruttano attivamente questa tecnica, con quattro strategie di detection multipiattaforma su ESXi, Linux, Windows e macOS.

In un red team engagement, la ricognizione delle VM va condotta con strumenti nativi dell'ambiente per minimizzare il rumore. Su un hypervisor VMware ESXi compromesso via SSH, i comandi di riferimento sono:

esxcli vm process list

vim-cmd vmsvc/getallvms

Il primo restituisce nome, World ID, VMX Cartel ID e path del file VMX di ogni VM in esecuzione, informazioni indispensabili per operazioni successive come il kill del processo (esxcli vm process kill --type=force --world-id=) prima di una fase di cifratura. Il secondo elenca tutte le VM registrate nell'inventario, anche quelle spente, con VMID utile per interazioni via vim-cmd.

Su Linux con KVM/libvirt, l'enumerazione avviene tramite virsh list --all (open source, incluso in libvirt-clients) che mostra domini attivi e inattivi. Per VirtualBox su host Linux o Windows, VBoxManage list vms e VBoxManage list runningvms (open source) forniscono UUID e nomi. Su ambienti QEMU standalone, l'ispezione dei disk image può essere fatta con qemu-img info (open source).

Su Windows con Hyper-V, PowerShell offre il cmdlet Get-VM per elencare le VM del server locale e Get-VM -ComputerName per interrogare host remoti se il WinRM è configurato. Per VMware Workstation, vmrun list (incluso nell'installazione, a pagamento) restituisce i path dei file VMX aperti.

Su macOS, VirtualBox usa la stessa sintassi VBoxManage list vms, mentre Parallels espone prlctl list --all (a pagamento).

Per catene d'attacco realistiche in laboratorio, uno scenario tipico prevede compromissione iniziale via credenziali SSH deboli su ESXi, enumerazione con esxcli, disabilitazione di vpxa e hostd per bloccare il management, quindi deployment di payload come simulazioni di Cheerscrypt in ambiente isolato. Framework come Metasploit (open source, freemium per la versione Pro) includono moduli ausiliari per VMware, mentre Impacket (open source) permette movimento laterale verso host di gestione.

Per simulazioni MITRE-aligned, Atomic Red Team (open source) fornisce test per T1673 replicabili in sandbox. Regola d'oro: mai eseguire questi comandi su infrastrutture di produzione senza autorizzazione scritta e sempre operare in segmenti di rete isolati con snapshot ripristinabili.

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