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La manipolazione dei dati a runtime è una tecnica di compromissione dell'integrità in cui l'avversario altera le informazioni nel momento stesso in cui vengono elaborate o visualizzate, senza necessariamente modificare i dati archiviati su disco. Appartiene alla tattica Impact (TA0040), quella fase finale della kill chain in cui l'attaccante concretizza il proprio obiettivo — che in questo caso non è distruggere, ma ingannare.
Il meccanismo è sottile: i dati nel database possono restare intatti, ma ciò che l'utente vede sullo schermo è stato alterato. Questo rende la tecnica particolarmente insidiosa negli ambienti finanziari, nei sistemi SCADA e in qualsiasi contesto dove le decisioni operative dipendono dalla fiducia nell'interfaccia. Un operatore che approva una transazione basandosi su un PDF manipolato non ha modo di accorgersi della frode se il documento sorgente non viene confrontato manualmente.
Per essere eseguita con successo, questa tecnica richiede quasi sempre una conoscenza approfondita dell'applicazione target — struttura dei binari, logica di rendering, formati di output. Non è un attacco opportunistico: presuppone ricognizione prolungata, accesso a software specializzato e, spesso, la capacità di operare su componenti compilati dell'applicazione. L'impatto va dalla frode finanziaria alla corruzione dei processi decisionali, fino alla copertura di attività illecite già avvenute, rendendo questa tecnica un potente strumento di anti-forensics operativa.
La simulazione di T1565.003 in laboratorio richiede di dimostrare che un dato visualizzato dall'utente può differire da quello effettivamente memorizzato. L'approccio più diretto è la manipolazione dei binari applicativi o l'hooking delle funzioni di rendering.
Scenario 1 — Patching di un binario PDF viewer. Il concetto è modificare un viewer PDF affinché alteri il contenuto durante il rendering. In un ambiente lab, puoi usare Ghidra (open source) per analizzare il binario di un lettore PDF leggero, identificare la funzione di rendering testo e iniettare una patch che sostituisca una stringa specifica con un'altra. Il flusso operativo prevede: apertura del binario in Ghidra, localizzazione della funzione tramite ricerca di stringhe note, modifica dell'istruzione di caricamento e riesportazione del binario patchato.
Scenario 2 — API hooking su Windows con Frida. Frida (open source) consente di agganciare funzioni a runtime senza modificare il binario su disco. In un contesto di test puoi iniettarti in un processo e intercettare le chiamate di lettura file o rendering testo.
frida -p <PID_target> -l hook_script.js
Lo script JavaScript caricherà un hook su funzioni come ReadFile o DrawText nelle librerie Windows, alterando il buffer dati prima che raggiunga lo schermo. Questo replica fedelmente ciò che un malware sofisticato farebbe in produzione.
Scenario 3 — Manipolazione LD_PRELOAD su Linux. Puoi creare una shared library malevola che sovrascrive funzioni standard come fopen o fread, facendo sì che quando un'applicazione legge un file specifico, riceva contenuto alterato.
gcc -shared -fPIC -o hook.so hook.c -ldl LD_PRELOAD=./hook.so /usr/bin/applicazione_target
Questo approccio è particolarmente realistico: non altera nulla su disco, non modifica il binario e lascia tracce minime. La libreria intercetta le chiamate libc e restituisce dati manipolati.
Per il reporting, documenta sempre il delta tra il dato reale e quello visualizzato, catturando screenshot dell'interfaccia e dump esadecimali del file sorgente. Questo dimostra al cliente che l'integrità percepita non coincide con l'integrità effettiva, un concetto che nei settori regolamentati ha implicazioni di compliance immediate.
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