Allarme CISA KEV: Langflow, Tomcat e N‑central nel mirino — Tre falle già sfruttate, patch subito
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Allarme CISA KEV: Langflow, Tomcat e N‑central nel mirino — Tre falle già sfruttate, patch subito

La CISA ha aggiornato il catalogo Known Exploited Vulnerabilities (KEV) inserendo tre vulnerabilità considerate attivamente sfruttate. Per chi si occupa di cybersecurity e patch management, questa segnalazione è un indicatore chiaro di rischio immediato per ambienti esposti su internet e per infrastrutture aziendali che dipendono da piattaforme AI e componenti server diffusi.

1) Langflow: RCE non autenticata tramite code injection

La prima falla riguarda Langflow, piattaforma open source per lo sviluppo di applicazioni di intelligenza artificiale. La vulnerabilità CVE-2026-9198 con punteggio CVSS 9.8 è una code injection che consente remote code execution completa senza autenticazione nelle installazioni predefinite. In pratica un attaccante può eseguire codice da remoto e prendere controllo del sistema.

Il problema risulta corretto con la versione 1.10.1 rilasciata a luglio 2026, ma la presenza nel KEV indica che esistono prove di sfruttamento reale e che i sistemi non aggiornati restano un bersaglio ad alta priorità.

2) Apache Tomcat: bypass della cifratura nei cluster

La seconda voce è Apache Tomcat con CVE-2026-34486 CVSS 7.5. Qui il tema è la mancata cifratura di dati sensibili che permette di aggirare EncryptInterceptor, componente usato nei cluster per applicare cifratura con chiave pre-condivisa ai messaggi tra nodi.

Il fix è disponibile da aprile 2026 nelle versioni 11.0.21, 10.1.54 e 9.0.117. In ambienti cluster, un bypass di questo tipo può aprire la strada a intercettazione e manipolazione del traffico interno, aumentando il rischio di movimento laterale e compromissioni successive.

3) N-able N-central: authentication bypass e patch incompleta

La terza vulnerabilità riguarda N-able N-central, strumento di gestione IT e monitoraggio. CVE-2026-18556 CVSS 8.2 consente un authentication bypass. Inoltre una correzione incompleta ha portato a una nuova patch tracciata come CVE-2026-18577 anch’essa CVSS 8.2.

Il fatto che entrambe risultino sfruttate suggerisce che gli attori malevoli stiano inseguendo rapidamente le finestre di esposizione tra patch parziali e sistemi non aggiornati.

Trend operativo: automazione e AI nello sfruttamento

Un elemento rilevante è l’uso di approcci automatizzati e assistiti da AI per selezionare e sfruttare vulnerabilità ad alto valore, con campagne che combinano tecniche autonome e operazioni manuali contro dispositivi esposti.