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Negli ultimi mesi sono aumentati gli attacchi di phishing mirati a prendere il controllo di account su app di messaggistica come WhatsApp e Signal. Le autorità di cybersicurezza statunitensi hanno segnalato campagne attribuite a gruppi legati all’intelligence russa con un obiettivo preciso: colpire persone di alto valore informativo, tra cui funzionari pubblici attuali o passati, militari, figure politiche e giornalisti.
Su scala globale questi tentativi avrebbero già portato ad accessi non autorizzati a migliaia di account.
Il punto chiave è che non si tratta di una violazione della crittografia o di vulnerabilità tecniche delle piattaforme. Il successo dell’attacco dipende quasi interamente dall’ingegneria sociale. Le vittime ricevono messaggi che simulano comunicazioni di assistenza e creano urgenza, ad esempio avvisi su presunte attività sospette, tentativi di accesso da un dispositivo sconosciuto o da una posizione insolita. Lo scopo è indurre l’utente a cliccare un link, scansionare un codice QR oppure condividere codici di verifica e PIN.
Le tecniche osservate possono portare a due scenari principali.
Una volta ottenuto l’accesso, gli attori malevoli possono leggere chat e rubriche, inviare messaggi con identità fidata e avviare phishing secondario verso contatti e reti professionali. Per ridurre il rischio è fondamentale non condividere mai codici SMS, PIN o codici di verifica, diffidare di richieste inattese, controllare con attenzione i link e verificare periodicamente i dispositivi collegati rimuovendo quelli sospetti.