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Nel 2026 la sicurezza informatica diventa un fattore decisivo anche per chi lavora in coworking e uffici flessibili. Con danni da cybercrime che continuano a crescere e con il costo medio di una violazione dati negli Stati Uniti che supera i dieci milioni di dollari, molte aziende si trovano esposte senza avere un team dedicato.
In un contratto di locazione tradizionale, infatti, l’organizzazione eredita in autonomia firewall, VPN, strumenti di monitoraggio, controllo accessi e competenze per gestire tutto. Nei coworking, invece, prende forma un modello diverso: Security as a service, ovvero sicurezza come servizio integrato, proposto come benefit di livello enterprise.
L’adozione del flex space accelera. Oltre la metà degli occupanti globali utilizza già spazi flessibili e una quota rilevante pianifica di aumentare l’utilizzo. Negli Stati Uniti la quota di uffici consumati in modo flessibile è destinata a crescere ulteriormente entro il 2030. In questo scenario gli operatori di coworking possono aumentare la fiducia digitale offrendo misure concrete.
Un primo passo è sostituire i badge tradizionali con controlli di accesso intelligenti, capaci di tracciare ingressi, applicare policy e ridurre il rischio di accessi non autorizzati. In parallelo, la rilevazione delle minacce basata su intelligenza artificiale consente di identificare anomalie e attacchi in tempi più rapidi rispetto a un approccio manuale.
Anche la progettazione degli spazi diventa parte della strategia, con scelte che limitano la visibilità di schermi e documenti, riducono le aree non controllate e favoriscono la protezione fisica dei dati.
Sul piano di rete, integrare modelli zero trust nella membership significa segmentazione, autenticazione forte e accesso minimo necessario, riducendo l’impatto di compromissioni. La sicurezza può inoltre allinearsi a governance e sostenibilità, collegando processi, audit e gestione del rischio in modo coerente con le richieste di compliance.
Fondamentale è rendere chiaro il valore economico: un servizio condiviso e gestito professionalmente può risultare più sostenibile rispetto a costruire una sicurezza interna da zero. Infine, aprire in mercati dove la domanda di protezione è più alta consente di trasformare la cybersecurity in un vero elemento di differenziazione e premium pricing, mentre la spesa globale in cybersecurity continua a crescere oltre i cinquecento miliardi entro il 2026.