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DDoS senza tregua nel Q3 2026: un attacco ogni 0,44 secondi, record di short burst e DNS amplification in boom
Nel terzo trimestre 2026 gli attacchi DDoS di rete stanno raggiungendo livelli record e i numeri aiutano a capire quanto il rischio sia diventato continuo. Un importante report di settore evidenzia che gli attori malevoli lanciano in media 8226 attacchi DDoS network layer ogni ora.
Su base giornaliera si parla di circa 197400 eventi, cioè un attacco ogni 0.44 secondi, un ritmo che rende evidente come la protezione DDoS non possa essere trattata come un progetto una tantum ma come un processo costante.
Nel dettaglio, nel Q3 2026 sono stati mitigati 18.2 milioni di attacchi DDoS di livello 3, con una crescita del 38 percento rispetto al trimestre precedente. Il trend è coerente con l’aumento osservato nei trimestri precedenti e viene associato anche alla persistenza di servizi DDoS for hire, spesso chiamati booter o stresser, che abbassano la barriera di ingresso e alimentano campagne su larga scala.
Un segnale operativo importante riguarda l’esplosione degli attacchi short burst a bassa banda, quelli che durano meno di 10 minuti e restano sotto 1 Gbps. Questa categoria è aumentata del 208 percento e rappresenta una sfida specifica per i team di sicurezza perché tende a colpire in modo rapido e ripetuto, puntando a saturare risorse o a disturbare servizi senza necessariamente generare picchi enormi e facili da individuare.
Parallelamente, si osserva un calo degli attacchi iper volumetrici oltre 1 Tbps, diminuiti del 69 percento rispetto al trimestre precedente. Il fenomeno viene collegato a operazioni di contrasto che hanno ridotto temporaneamente la capacità di alcuni ecosistemi criminali, ma la minaccia non risulta eliminata, anche per la comparsa di nuove varianti di botnet IoT e malware per sistemi Linux che possono rinnovare la disponibilità di infrastrutture per attacchi DDoS.
Cambia anche la composizione delle tecniche. I flood CLDAP risultano in diminuzione, mentre la DNS amplification cresce del 215 percento e arriva al 3.43 percento degli attacchi di rete. Questo dato richiama l’attenzione su configurazioni DNS esposte e su riflessioni e amplificazioni che possono moltiplicare il traffico malevolo.
I settori più colpiti includono:
- Media, produzione e publishing
- IT e servizi
- Gambling e casinò
- Software
- Provider di telecomunicazioni
A livello geografico, tra i paesi più attaccati compaiono Stati Uniti, Cina, Indonesia, Regno Unito e Turchia, con l’ingresso di Canada e Israele nella top 10, spinto anche da campagne mirate contro retail, telecomunicazioni e marketing.
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