Un giudice federale negli Stati Uniti ha condannato a 16 anni di carcere un cittadino bielorusso ritenuto il creatore e gestore di Ransom Cartel, una piattaforma di ransomware as a service avviata nel 2021. Secondo le autorità, tra il 2021 e il 2023 i membri della rete hanno colpito almeno 18 aziende, con vittime in diversi stati americani e anche all’estero.
Il punto centrale del caso non è solo l’esecuzione tecnica delle intrusioni, ma l’organizzazione industriale del cybercrime costruita attorno al modello affiliati.
Ransomware as a service e modello affiliati
Nel ransomware as a service, chi sviluppa e amministra l’infrastruttura fornisce agli affiliati gli strumenti per cifrare i sistemi e condurre estorsioni, trattenendo una percentuale dei profitti. Nel caso di Ransom Cartel, l’accusa descrive un ecosistema completo: software di cifratura, acquisizione di credenziali rubate tramite broker di accesso iniziale, e un pannello nascosto usato dagli affiliati per monitorare le campagne, trattare con le vittime e dividere i pagamenti. Sarebbe stato impiegato anche un sistema di valutazione per premiare gli affiliati più produttivi, una dinamica che incentiva la ripetizione degli attacchi e l’aumento dei riscatti.
Monetizzazione e tracciabilità dei fondi
Un altro elemento chiave riguarda la monetizzazione. I pagamenti delle estorsioni sarebbero stati instradati attraverso mixer di criptovalute, strumenti spesso usati per ostacolare la tracciabilità dei fondi. Questo aspetto evidenzia come la cybersecurity moderna debba considerare non solo malware e vulnerabilità, ma anche i meccanismi finanziari che sostengono le operazioni criminali.
Origine del gruppo e discrepanze nelle ricostruzioni
Le ricostruzioni sull’origine del gruppo non coincidono del tutto: le autorità collocano l’inizio a maggio 2021, mentre analisi di settore ne avrebbero osservato l’attività solo dall’inizio del 2022. Un atto di accusa successivo avrebbe chiarito che l’operazione era attiva con un altro nome, poi rinominata Ransom Cartel e promossa in ambienti online legati al cybercrime, con richieste mirate ad accedere a reti aziendali fuori da specifiche aree geografiche.
Stato del procedimento giudiziario
Il procedimento negli Stati Uniti non risulta completamente chiuso, perché resta aperta un’ulteriore azione giudiziaria in un altro distretto e alcuni coimputati sarebbero ancora irreperibili.