La recente operazione delle autorità statunitensi contro NetNut ha acceso i riflettori su un fenomeno in forte crescita nella cybersecurity: le reti di proxy residenziali alimentate da dispositivi compromessi. Centinaia di domini collegati alla piattaforma NetNut sono stati sequestrati con il supporto di partner industriali, in un intervento mirato a interrompere anche Popa botnet, una rete composta da almeno due milioni di dispositivi infettati da software malevolo spesso senza un consenso reale degli utenti.
NetNut viene descritta come una vasta infrastruttura di proxy residenziali che trasforma smart TV, streaming box e altri dispositivi domestici in nodi sempre attivi. Questi nodi vengono poi affittati a terzi per instradare traffico Internet. In molti casi, l’uso principale non è neutrale: si parla di scraping massivo di contenuti, frodi pubblicitarie, tentativi di account takeover e attacchi come password spraying. Il valore per i criminali è evidente: un proxy residenziale rende più difficile attribuire un attacco, perché il traffico sembra provenire da normali connessioni casalinghe.
Secondo analisi di intelligence sulle minacce, la rete di proxy associata a NetNut sarebbe stata rivenduta e proposta in modalità white label da diversi fornitori, ampliando la diffusione del servizio e rendendo più complessa la sua eliminazione. In un arco temporale limitato, sono stati osservati centinaia di cluster di attori malevoli che utilizzavano nodi di uscita riconducibili a questa infrastruttura, inclusi gruppi criminali e di spionaggio. Un rischio spesso sottovalutato è che, quando un dispositivo domestico diventa exit node, traffico non autorizzato attraversa la rete di casa, aumentando la superficie di attacco e potenzialmente esponendo altri dispositivi locali.
Un ulteriore aspetto riguarda l’Internet of Things e le piattaforme smart TV. Alcune ricerche indicano che molte app disponibili per sistemi operativi di smart TV possono includere componenti SDK in grado di abilitare funzionalità di proxy residenziale. Il consiglio pratico per ridurre il rischio è scegliere dispositivi di marca affidabile, limitare le installazioni di app non necessarie e verificare la presenza di certificazioni e protezioni ufficiali del sistema operativo, evitando firmware non ufficiali spesso associati a box economici.