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La sicurezza cloud sta vivendo un’evoluzione significativa, con minacce che non si limitano più a semplici attacchi frontali, ma sfruttano configurazioni errate, identità mal gestite e debolezze nel codice. Sempre più spesso, gli strumenti di sicurezza tradizionali non riescono a rilevare queste intrusioni perché si camuffano come attività legittime.
Un recente approfondimento tecnico organizzato da un team di esperti del settore ha illustrato tre tipologie di attacco che attualmente stanno superando i meccanismi di difesa tradizionali.
Gli esperti non si sono limitati ad analizzare i problemi, ma hanno mostrato in dettaglio il funzionamento di questi attacchi e come sia possibile rilevarli in modo tempestivo. Spesso il problema principale è la mancanza di visibilità tra i team cloud e quelli di sicurezza operativa, che non riescono a percepire l’intero scenario delle minacce. La soluzione proposta è affidarsi a strategie di “code-to-cloud detection”, sfruttando l’intelligenza runtime e i log di audit per intercettare tempestivamente attività sospette e prevenire le violazioni.
Agire in modo proattivo, adottando queste buone pratiche, consente di ridurre i rischi prima che una vulnerabilità venga sfruttata con successo dagli attaccanti. Rafforzare la protezione dell’infrastruttura cloud richiede un impegno costante e aggiornato da parte di tutti i reparti aziendali.