Cybersecurity Cloud al Collasso: la nuova difesa è resilienza, AI e forensics con retention lunga
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Cybersecurity Cloud al Collasso: la nuova difesa è resilienza, AI e forensics con retention lunga

La cybersecurity tradizionale, basata soprattutto sulla prevenzione, non riesce più a reggere il passo con gli attacchi cloud di nuova generazione. Oggi le aziende operano in ambienti distribuiti dove cloud, SaaS, intelligenza artificiale e identità digitali si moltiplicano rapidamente, creando una superficie di attacco ampia e difficile da governare.

In questo scenario gli attaccanti prima o poi entrano, ed è per questo che la metrica davvero utile non è solo bloccare ogni tentativo, ma ridurre al minimo l'impatto quando la violazione avviene.

Gli attacchi cloud moderni sfruttano la complessità operativa. Configurazioni errate, permessi eccessivi, account compromessi e integrazioni tra servizi diventano punti di ingresso. A differenza dei modelli on premise, nel cloud i log e gli eventi sono sparsi tra più piattaforme e spesso conservati per periodi limitati. Questo rende più difficile ricostruire cosa è successo, capire la catena di attacco e intervenire con rapidità. Le soluzioni legacy, progettate per perimetri statici e strumenti tradizionali, possono perdere segnali critici proprio durante un attacco in corso.

Un approccio più efficace combina rilevamento e risposta con automazione e analisi avanzata. L'idea è passare da una sicurezza centrata solo su firewall e controlli preventivi a una strategia che includa investigazione continua, contenimento e ripristino rapido. L'uso dell'AI per identificare comportamenti anomali e correlare eventi tra cloud e SaaS aiuta a individuare minacce che altrimenti resterebbero invisibili. Allo stesso tempo, l'automazione accelera le attività di incident response, riducendo tempi di analisi e azioni manuali ripetitive.

Un elemento chiave è la disponibilità di dati forensi storici. Conservare un archivio esteso di attività permette ai team di sicurezza di analizzare incidenti anche a distanza di mesi, individuare movimenti laterali, capire quali identità sono state abusate e quali risorse cloud sono state toccate. Una data retention lunga e unificata diventa quindi un vantaggio competitivo per la sicurezza cloud, perché consente indagini più complete e decisioni più rapide durante un attacco.

Per i CISO e i responsabili IT questo significa aggiornare il programma di cybersecurity: assumere che la compromissione sia possibile, misurare la resilienza, e investire in piattaforme che uniscono visibilità, detection, risposta e forensics su cloud, SaaS, AI e identità.

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