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Maxi-Raid Anti-Truffe Crypto: 276 arresti e 701 milioni sequestrati, chiusi 9 scam center “pig butchering”
Una vasta operazione internazionale contro le truffe in criptovalute ha portato all’arresto di almeno 276 sospetti, alla chiusura di 9 scam center e al sequestro di circa 701 milioni di dollari in asset digitali collegati al riciclaggio. L’intervento ha coinvolto forze dell’ordine di più Paesi e si è concentrato su strutture organizzate che gestivano frodi di investimento in crypto rivolte soprattutto a vittime negli Stati Uniti.
Il modello di frode più ricorrente è quello noto come pig butchering o romance baiting. I truffatori costruiscono un rapporto di fiducia con la vittima nel tempo, spesso tramite chat e social, talvolta simulando un legame sentimentale. Una volta consolidata la relazione, spingono la persona a investire in presunte opportunità in criptovalute, aiutandola ad aprire account e a trasferire fondi verso piattaforme che sembrano legittime ma in realtà sono false. Per aumentare il capitale investito, le vittime vengono incoraggiate a versare somme sempre maggiori, a chiedere prestiti o a farsi prestare denaro da amici e familiari.
Quando i fondi arrivano sulle finte piattaforme, vengono rapidamente spostati e ripuliti attraverso altri wallet e account crypto, anche intestati agli stessi criminali. Questa fase di riciclaggio rende complesso il tracciamento, ma le autorità stanno intensificando le azioni di sequestro e congelamento dei proventi, colpendo infrastrutture, domini e canali di comunicazione usati per reclutare e coordinare le attività.
Un aspetto chiave emerso dalle indagini è il legame tra frodi online e tratta di esseri umani. In diversi casi, lavoratori stranieri sarebbero stati reclutati con false promesse di impieghi ben pagati e poi costretti a operare nei centri di truffa in condizioni coercitive, con minacce e violenze. Questo trasforma le truffe in criptovalute in un fenomeno criminale ibrido che unisce cybercrime, sfruttamento e criminalità finanziaria.
Sul fronte della prevenzione, un programma di allerta proattiva ha permesso di contattare migliaia di potenziali vittime e di evitare perdite stimate in centinaia di milioni di dollari, dimostrando quanto la collaborazione tra intelligence, piattaforme e forze dell’ordine sia determinante per fermare le truffe crypto prima che i trasferimenti diventino irreversibili.