Un recente attacco alla supply chain ha messo sotto pressione la sicurezza cloud di molte organizzazioni dopo la compromissione di ConnectWise Cloud Backup. Secondo le informazioni diffuse, un attore legato alla Cina identificato come Storm 0940 avrebbe sfruttato credenziali di applicazioni rubate e agenti di intelligenza artificiale per aumentare drasticamente velocità e scala delle operazioni.
Il punto chiave non è solo la violazione iniziale, ma il modo in cui la fiducia già concessa a determinate applicazioni all’interno dei tenant cloud può diventare un moltiplicatore di rischio.
Nel dettaglio, gli aggressori avrebbero utilizzato ARTEX, un framework di penetration testing agentico basato su Go, per automatizzare fasi tipiche di una campagna offensiva. Tra queste rientrano scanning e ricognizione, password spraying su larga scala e abuso di applicazioni OAuth. L’uso di agenti AI consente di operare a machine speed, riducendo la finestra di rilevamento per i difensori e permettendo di provare molteplici percorsi di compromissione in parallelo, senza i limiti di tempo e attenzione umani.
Le attività attribuite a Storm 0940 risultano indirizzate a centinaia di organizzazioni in numerosi settori, tra cui difesa, energia, finanza, governo, manifattura, tecnologia e non profit. Un elemento rilevante è che l’abuso di applicazioni già autorizzate può evitare il classico accesso interattivo dell’utente, rendendo più complessa la correlazione degli eventi e la risposta incident. In alcuni casi, il passaggio da targeting iniziale a privilegi elevati sarebbe avvenuto in meno di tre ore, segnalando un incremento significativo del ritmo operativo.
Nel caso ConnectWise, l’infrastruttura degli attaccanti avrebbe tentato accessi massivi su migliaia di tenant con migliaia di tentativi al minuto. In una finestra di pochi giorni sono stati osservati enormi volumi di fallimenti di login, poi seguiti dall’accesso alle identità di più applicazioni cloud di ConnectWise. Da quel momento, gli aggressori avrebbero potuto autenticarsi presso ambienti dei clienti sfruttando credenziali applicative sottratte, approfittando della fiducia preesistente. Le azioni successive includono ricognizione su Microsoft Graph, operazioni su directory e modifiche alle credenziali delle applicazioni per ottenere persistenza, creando di fatto backdoor difficili da rimuovere se non si esegue una bonifica completa delle identità e delle autorizzazioni.
Il quadro evidenzia un trend: l’integrazione di AI agentica nelle campagne di attacco alla supply chain e al cloud, con un impatto diretto su MSP e vendor che fungono da ponte verso molti clienti.