Fiducia Sotto Attacco: phishing evoluto, app trojan e botnet IoT trasformano il web in una trappola globale
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Fiducia Sotto Attacco: phishing evoluto, app trojan e botnet IoT trasformano il web in una trappola globale

Nel panorama della cybersecurity di questa settimana emerge un filo conduttore chiaro: la fiducia è ancora troppo economica e l’attrito per gli attaccanti resta basso. I criminali informatici continuano a entrare nei sistemi sfruttando esche semplici ma credibili, come pagine di login fasulle, finti controlli di sicurezza e applicazioni apparentemente utili che in realtà nascondono malware.

La social engineering resta centrale, con domini somiglianti a quelli legittimi, pagine SSO false e abuso delle notifiche MFA push per ottenere sessioni temporanee e muoversi rapidamente.

Un altro trend forte riguarda la distribuzione di software trojanizzato. Siti web falsi promuovono strumenti di produttività e conversione PDF che funzionano davvero quel tanto che basta per non destare sospetti, ma includono componenti malevoli capaci di eseguire script in modo dinamico e accedere a funzioni sensibili del desktop. In parallelo si osservano framework di phishing più evoluti, dove un operatore guida la sessione della vittima in tempo reale tramite canali cifrati, rendendo più difficile distinguere una pagina legittima da una trappola.

Sul fronte mobile cresce il mercato del malware as a service, con bot di frode Android noleggiabili che offrono overlay, accesso remoto nascosto, intercettazione SMS e codici OTP, e funzioni mirate contro app bancarie e wallet crypto. Anche gli infostealer continuano a moltiplicarsi, con varianti capaci di rubare credenziali, cookie, token, dati di pagamento e file di portafogli, oltre a effettuare streaming desktop e catture audio-video.

Le botnet IoT mostrano numeri impressionanti, con centinaia di migliaia di dispositivi compromessi usati per DDoS e, sempre più spesso, come proxy residenziali. Alcuni attori spostano il command and control su infrastrutture pubbliche e decentralizzate come blockchain per aumentare resilienza e ridurre i costi. Spicca inoltre l’integrazione di modelli linguistici nei flussi operativi delle botnet, per suggerire azioni in base al contesto della macchina infetta, pur mantenendo un controllo umano sulle operazioni più impattanti.

Preoccupano anche i sistemi industriali esposti su Internet, in particolare nel settore idrico, con attacchi opportunistici basati su scansioni automatiche e dispositivi collegati direttamente tramite modem cellulari. Infine torna sotto i riflettori la corsa tra disclosure e patching, con finestre di sfruttamento sempre più brevi e attori che iniziano a sondare catene di exploit per RCE su piattaforme diffuse come SharePoint.