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Il mondo della sicurezza informatica è stato recentemente scosso da un attacco DDoS (Distributed Denial of Service) senza precedenti, che ha raggiunto la cifra record di 29,7 terabit al secondo. Questo attacco, mitigato da Cloudflare, è stato attribuito alla botnet AISURU, una delle reti malevole più attive e potenti degli ultimi anni.
L’attacco ha avuto una durata relativamente breve, circa 69 secondi, ma la sua intensità e la capacità di bombardare oltre 15.000 porte di destinazione al secondo lo rendono un evento eccezionale. La tecnica utilizzata è nota come UDP carpet-bombing, caratterizzata dalla randomizzazione dei pacchetti per eludere i sistemi di difesa tradizionali.
I dati rilasciati da Cloudflare mostrano che nel 2025 sono stati mitigati quasi 2.900 attacchi riconducibili alla botnet AISURU, con 1.304 episodi di natura iper-volumetrica solo nel terzo trimestre dell’anno. Nel complesso, sono stati bloccati 8,3 milioni di attacchi DDoS durante questo periodo, segnando un aumento del 15% rispetto al trimestre precedente e del 40% rispetto all’anno passato.
Settori come automotive, minerario e intelligenza artificiale sono sempre più nel mirino degli attaccanti. In particolare, il traffico malevolo verso aziende di AI è cresciuto del 347% solo nel mese di settembre 2025. Anche l’industria dell’IT, le telecomunicazioni, il gioco d’azzardo e i servizi internet sono tra i target principali.
È chiaro che siamo entrati in un’era in cui gli attacchi DDoS stanno evolvendo per complessità e volume, mettendo alla prova la resilienza delle infrastrutture digitali globali. Secondo Cloudflare, quasi il 70% degli attacchi HTTP DDoS provengono da botnet conosciute, a conferma che il fenomeno delle botnet come AISURU rappresenta una delle minacce più concrete per la sicurezza di rete oggi.