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Gli attacchi Browser-in-the-Middle (BitM) rappresentano una delle minacce più insidiose e sofisticate nel panorama della sicurezza informatica moderna. Questi attacchi permettono ai criminali di prendere il controllo della comunicazione tra l’utente e i servizi online, bypassando anche le difese più avanzate come l’autenticazione a più fattori (MFA).
A differenza dei classici Man-in-the-Middle, che richiedono l’installazione di un malware sul dispositivo della vittima e operano tramite un proxy tra browser e destinazione, il Browser-in-the-Middle utilizza un browser remoto trasparente. In pratica, l’utente crede di utilizzare il proprio browser per accedere a servizi come online banking, ma in realtà sta interagendo con un browser controllato dall’attaccante, che può così registrare e manipolare tutte le informazioni scambiate.
Il processo di un attacco BitM si articola generalmente in tre fasi:
Il vero punto di forza di questi attacchi è la sottrazione dei token di sessione. Anche se la vittima supera con successo la MFA, una volta autenticata il token viene memorizzato nel browser e può essere rubato. In questo modo, l’attaccante può accedere ai servizi senza bisogno di conoscere le credenziali o ripetere l’autenticazione a più fattori.
Per difendersi da questi attacchi è fondamentale adottare strategie multilivello. Si consiglia di:
Nonostante la crescente sofisticazione degli attacchi BitM, password robuste e MFA rimangono elementi cruciali nella difesa, soprattutto se i token di sessione non vengono immediatamente compromessi. È importante rinforzare le policy di gestione delle password e mantenere alta l’attenzione su possibili tentativi di phishing e session hijacking.