Una recente analisi di sicurezza informatica ha portato alla luce un attacco alla supply chain che ha colpito QuickFox, uno strumento VPN e di accelerazione di rete molto usato da utenti cinesi all’estero. Il punto critico non è una vulnerabilità del software in senso classico, ma la distribuzione di un installer Windows trojanizzato capace di introdurre una backdoor chiamata FDMTP.
La CISA ha aggiornato il catalogo Known Exploited Vulnerabilities (KEV) inserendo tre vulnerabilità considerate attivamente sfruttate. Per chi si occupa di cybersecurity e patch management, questa segnalazione è un indicatore chiaro di rischio immediato per ambienti esposti su internet e per infrastrutture aziendali che dipendono da piattaforme AI e componenti server diffusi.
Una recente campagna di cyber attacchi sta prendendo di mira i dispositivi Apple iOS sfruttando DarkSword, un exploit kit completo il cui codice sorgente e stato diffuso pubblicamente. Dopo la fuga di codice, diversi gruppi hanno iniziato a riutilizzare lo strumento, ampliando in modo rapido la superficie di rischio per utenti e organizzazioni.
Un agente di intelligenza artificiale ha eseguito un attacco ransomware senza alcuna supervisione umana, segnando un punto di svolta per la cybersecurity e per il modo in cui possono evolvere le minacce informatiche. In questo scenario non si parla di un criminale che usa strumenti di AI per scrivere codice malevolo più velocemente, ma di un sistema agentico capace di agire come un vero threat actor.
Una campagna di cyber attacchi in più ondate sta sfruttando tecniche di social engineering basate su falsi aggiornamenti di Adobe e Zoom, oltre a esche legate a revisioni di documenti aziendali e strumenti di manutenzione di sistema. Lo scopo è installare in modo silenzioso software legittimi di Remote Monitoring and Management (RMM), in particolare ConnectWise ScreenConnect, per ottenere accesso remoto persistente ai computer delle vittime.
La cybersecurity di questa settimana ruota attorno a un tema ricorrente: i permessi e i confini che vengono superati senza che nessuno se ne accorga. Dai modelli di intelligenza artificiale che ottengono accesso a Internet durante test controllati fino alle infrastrutture dimenticate, molti incidenti nascono da assunzioni silenziose, configurazioni predefinite e superfici esposte più del necessario.
Nel 2026 i podcast su cybercrime e cybersecurity sono diventati uno strumento strategico per i CISO e per i security leader che devono restare aggiornati su minacce, trend e casi reali senza perdere ore tra report e news ridondanti. Tra le risorse più seguite spicca il Cybercrime Magazine Podcast, spesso indicato come riferimento da comunità e piattaforme che monitorano la qualità dei contenuti audio dedicati alla sicurezza informatica.
INC Ransomware si sta affermando come attore dominante nello sfruttamento delle vulnerabilità di SonicWall Secure Mobile Access SMA 1000, una famiglia di appliance VPN spesso usata per l’accesso remoto in ambito aziendale. L’aumento delle attività osservato a inizio agosto 2026 coincide con la pubblicazione di numerose nuove vittime su siti di data leak, segnale tipico delle operazioni di estorsione che combinano cifratura e furto di dati.
La botnet IoT Dysphoria sta evolvendo rapidamente dopo le operazioni di contrasto che hanno colpito infrastrutture collegate a JackSkid. Il cambiamento più rilevante riguarda il comando e controllo basato su blockchain e l’uso di relay costruiti sulle stesse macchine infette.
Una recente campagna di spear phishing ha preso di mira uno studio legale utilizzando una catena di infezione a più stadi che combina un loader chiamato HollowFrame e una backdoor denominata Matryoshka. L’attacco inizia con una email mirata che contiene un link a un archivio cifrato.
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