Una nuova ondata di attacchi alla supply chain software sta colpendo le dipendenze JavaScript pubblicate su npm, con un focus su pacchetti legati all’ecosistema AntV. In questo scenario, gli aggressori hanno sfruttato la compromissione di un account maintainer per distribuire versioni trojanizzate di librerie molto popolari, tra cui echarts-for-react, un wrapper React per Apache ECharts con circa 1,1 milioni di download settimanali.
GitHub ha avviato una indagine su un possibile accesso non autorizzato ai propri repository interni dopo che un attore di minaccia noto come TeamPCP ha pubblicato su un forum criminale un annuncio di vendita che riguarda presunto codice sorgente e organizzazioni interne. Secondo le informazioni diffuse, la quantita di dati coinvolta sarebbe nell ordine di circa 3800 4000 repository, un numero che risulta coerente con le verifiche in corso.
La settimana della cybersecurity si apre con un tema ricorrente che sta diventando sempre più evidente: la fiducia implicita nei componenti software e nei canali di distribuzione è un punto debole strutturale. Un singolo pacchetto compromesso o una chiave esposta possono trasformarsi rapidamente in accesso al cloud e poi in incidente in produzione.
La sicurezza della supply chain su npm torna al centro dell’attenzione dopo la scoperta di quattro pacchetti malevoli progettati per distribuire infostealer e un malware DDoS chiamato Phantom Bot. I pacchetti, diffusi tramite tecniche di typosquatting e nomi molto simili a librerie legittime, hanno totalizzato migliaia di download e mostrano come un singolo attore possa combinare più catene di infezione per colpire sviluppatori e ambienti di build.
Fast16 è un malware di sabotaggio industriale basato su Lua, progettato per alterare in modo selettivo i risultati di simulazioni critiche legate alla ricerca nucleare. Le analisi più recenti indicano che questo strumento, sviluppato anni prima della prima ondata nota di Stuxnet, era pensato per compromettere simulazioni di detonazioni ad alto esplosivo e di compressione di materiali, elementi centrali nei modelli di progettazione di un ordigno a implosione.
La vulnerabilita CVE 2026 42945 che colpisce NGINX Plus e NGINX Open e gia sfruttata attivamente in rete a pochi giorni dalla divulgazione pubblica. Il problema riguarda un heap buffer overflow nel modulo ngx http rewrite module e interessa un intervallo molto ampio di versioni, da NGINX 0.6.27 fino a 1.30.0.
La campagna GemStuffer sta attirando l’attenzione nel mondo della cybersecurity per un uso insolito della supply chain del software. Invece di puntare alla compromissione di massa degli sviluppatori con codice malevolo nascosto nelle dipendenze, gli attaccanti hanno caricato oltre 150 pacchetti RubyGems con un obiettivo diverso: trasformare il registry in un canale di data exfiltration e archiviazione.
Grafana ha comunicato di aver subito un accesso non autorizzato al proprio ambiente GitHub a causa della compromissione di un token. Questo tipo di violazione, spesso sottovalutata, mostra quanto un singolo segreto esposto possa trasformarsi rapidamente in un incidente di sicurezza con impatti potenzialmente rilevanti sulla proprieta intellettuale.
OpenAI ha comunicato di aver identificato un impatto limitato nel proprio ambiente aziendale a seguito di un attacco alla supply chain che ha colpito TanStack. Due dispositivi di dipendenti sono stati coinvolti tramite il malware noto come Mini Shai Hulud, con attività coerenti con il comportamento già descritto pubblicamente.
Una vulnerabilità critica nel plugin Funnel Builder per WordPress sta venendo sfruttata attivamente per compromettere i pagamenti su WooCommerce attraverso tecniche di checkout skimming. Il problema interessa tutte le versioni precedenti alla 3.15.0.3 e coinvolge un ecosistema molto ampio, con oltre 40.000 negozi WooCommerce che utilizzano questo componente per creare funnel e pagine di checkout personalizzate.
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