Una nuova campagna di spear phishing sta sfruttando falsi avvisi di sicurezza di Microsoft Account per distribuire NarwhalRAT, un malware di tipo Remote Access Trojan legato a un gruppo di attacco nordcoreano noto per operazioni mirate e persistenti. Il messaggio email simula una notifica di attività anomala, citando la generazione ripetuta di codici OTP e suggerendo un possibile tentativo di phishing contro l’account.
Un recente caso di cyber spionaggio ha mostrato come un gruppo legato alla Cina sia riuscito a restare nascosto per oltre un anno all’interno di reti nordamericane di ambito medico, accademico e di ricerca collegata alla difesa, sottraendo email e informazioni sensibili. I bersagli hanno incluso organizzazioni in Stati Uniti e Canada, tra cui strutture cliniche, università, istituzioni sanitarie militari, enti regolatori e gruppi di advocacy.
Nel recap settimanale di cybersecurity emergono segnali chiari su come gli attaccanti stiano vincendo tempo e scala sfruttando tre fattori ricorrenti: vulnerabilità già note ma non corrette, software dimenticato o abbandonato e tecniche di phishing sempre più accessibili. La lezione è pratica: non serve magia, basta trovare un punto trascurato e trasformarlo in accesso.
Il cybercrime sta accelerando e la cybersecurity deve correre più veloce. Oggi i criminali informatici sfruttano l’intelligenza artificiale per rendere gli attacchi più credibili, automatizzati e difficili da rilevare.
Una vulnerabilità ad alta gravità in Langflow, piattaforma open source low code usata per creare applicazioni di intelligenza artificiale, è stata osservata in sfruttamento attivo. Il problema, identificato come CVE-2026-5027 con punteggio CVSS 8.8, riguarda un attacco di path traversal che permette a un attaccante di scrivere file in posizioni arbitrarie del filesystem, aprendo la strada a scenari più pericolosi come la remote code execution.
Negli ultimi anni il servizio MDR (managed detection and response) ha rappresentato una soluzione pratica per molte aziende che non riuscivano a coprire il monitoraggio sicurezza 24/7 con personale interno. Oggi però il contesto è cambiato.
Meta ha dichiarato di aver individuato e bloccato nuovi tentativi di spear phishing su WhatsApp collegati a NSO Group, azienda nota per lo spyware Pegasus. La campagna puntava a ingannare le vittime con link malevoli inviati tramite messaggi, con l’obiettivo di spingerle a cliccare e finire su siti esterni a WhatsApp.
Google ha avviato un’azione legale contro una rete di cybercrime cinese accusata di aver condotto campagne di smishing su larga scala negli Stati Uniti e di aver sfruttato strumenti di intelligenza artificiale come Gemini per rendere più rapide e convincenti le truffe. Secondo le informazioni disponibili, il gruppo avrebbe sviluppato e gestito un kit phishing as a service chiamato Outsider, pensato per permettere anche a criminali poco esperti di creare siti falsi e inviare SMS fraudolenti in modo industriale.
Nel mondo della cybersecurity il lavoro migliore spesso non si vede. Le difese funzionano in silenzio, gli incidenti vengono evitati e nessuno legge mai la notizia perché non accade nulla.
Le autorità europee hanno colpito duramente il riciclaggio di criptovalute legato al ransomware, interrompendo AudiA6, un servizio specializzato nel ripulire fondi digitali di provenienza illecita. Secondo le informazioni diffuse dalle forze dell’ordine, AudiA6 avrebbe contribuito a riciclare oltre 336 milioni di euro dal 2021, diventando un punto di riferimento per gruppi ransomware e reti di cybercrime interessate a trasformare proventi rubati in denaro difficilmente tracciabile.
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